La rimozione dei tatuaggi non più desiderati è possibile grazie alla tecnologia Laser. Si tratta di un laser emittente impulsi luminosi ad alta energia di brevissima durata.

Tali impulsi sono in grado di penetrare nell’epidermide e distruggere i pigmenti di inchiostro presenti.

Il trattamento necessita di una preventiva applicazione di crema anestetica.

La seduta successiva potrà essere ripetuta non prima di sei settimane, di modo che la rimozione dei residui di pigmento frammentato ad opera di macrofagi tissutali sia completa.

Grazie alla doppia lunghezza d’onda di questi strumenti, è possibile raggiungere un alto grado di precisione, aggredire vari tipi di inchiostro e, di conseguenza, trattare diversi tipi di tatuaggi. La fonte 1064 nm risulta adatta ai pigmenti scuri, quella di 532 nm è ideale per colori come il rosso, il rosa o il violetto, mentre la combinazione delle due lunghezze rimuove al meglio le varietà brillanti, sia chiare che scure. Nello specifico l’apparecchio laser di cui è dotato lo studio emette degli impulsi luminosi della durata di alcuni nanosecondi, che vanno a colpire le molecole di inchiostro che costituiscono il tatuaggio. Il raggio luminoso di appropriata lunghezza d’onda, colpisce in maniera selettiva la molecola d’inchiostro e interagendo con essa determina il rilascio di calore che la distrugge. Gli frammenti di colore verranno allontanati dall’intervento  dei macrofagi, cellule del sistema immunitario deputate alla loro fagocitosi.